domenica, 30 aprile 2006
A.p.p.u.n.t.i.
"Proteggimi nel male. Adesso e per quando tornerà l'incanto. Di te vicino a me."
Il suono di un violino che rimbalza chissà da quale finestra aperta.
Il profumo di mimosa che s'avvolge in quella bramosia d'infiniti palpiti.
Un fiore di carne fragile come il cristallo, ed etereo come il suono di campanellini di giada.
Qualcuno mi ha detto che sono una gran bella persona.
Io mi sento come se fossi nullità.
C'è un vuoto che mi distrugge.
Il tempo è strano.
Piove, esce il sole per qualche minuto e poi si annuvola. Un pò come me.
La gente parla, non riesco ad ascoltarla, eppur rispondo, dico qualche
parola. E' come se le mie labbra si muovessero meccanicamente.
Sono stanca.
Stanca, si.
Ma di cosa?
I Notturni di Chopin hanno lo stesso pensiero latente dei treni che partono.
Tu ed io. Luigi Tenco, ed i libri.

domenica, 16 aprile 2006
E se non avessi più questo corpo?
M'infrangerei tra i cristalli
impigliando la mia anima
tra cocci taglienti vestiti di grazia
e trasparenza.
Adornerei con il pensiero,
che sol quello rimarebbe di me,
il mio corpo malato, di rose anemiche.
Candido scorcio della mia decadenza.
Cospargerei questa favola
di olio e sangue.
Questa favola pagana che non verrà
mai tratta all'altare.
Questo corpo privo di estrema unzione.
La mia pasqua è fatta di parenti,
e di falsi sorrisi.
Di cibo e di visi deformi.
Di parole senza senso.
Di gente che mi dice quanto mi sono
fatta grande, e che mi chiede
puntualmente perchè vesto di nero.
La mia pasqua non è cattolica.
Io non sono cattolica,
ma credo nella resurrezione.
La mia.
Pecca, pecca l'animo mio.
Squassato all'interno dal fango.
Coscienza che più non duole,
uccisa ad Ottobre.

venerdì, 14 aprile 2006
"Tu sei così incantevole nella tua solitudine,
che vorrei mai distoglierti dal tuo faccendare..
Ma.. questa solitudine, ti pesa?"
Sono uscita in terrazza.
Ho appoggiato la testa sulla ringhiera,
e sono stata avvolta da un silenzio irreale.
Ho ascoltato il vento, ho sorriso.
Ho guardato il cielo, e poi la strada.
Sotto casa mia c'è una villa,
quand'ero piccina non avevano ancora distrutto
quella fontana bianca, che mi lasciava incantata.
L'osservavo per ore, e guardavo quel zampillare simmetrico,
così costante in tanta quiete.
Davanti il cancello ho notato un ragazzo sul motorino,
mi ha vista, e salutata.
Ho spostato lo sguardo altrove, un tizio stava sistemando
una rete ed un materasso, per poi poggiarsi con la sua
compagna e godere del sole.
Ho chiamato mia madre per farle vedere quella scena.
Aveva da fare.
Non mi pesa questa solitudine, però mi è scesa una lacrima.
I folli, gli artisti, vedono cose che gli altri
non sono capaci di vedere, quelle sfumature che
ci fanno ridere, piangere.
Capaci di stravolgere una giornata.
Son folle come quelle gonne al vento
Che s'agitano nei giorni felici
cantando l'amore.
Son folle come questa stagione
Che si riveste di fiori
esplondendo in umori.
Son folle come quel cuore bastardo
Che si muove in petto
scoprendo il tuo corpo.
Son folle come i bambini,
come l'ubriaco e come le foglie.
Si muovono in quel girotondo lisergico
svanendo in quel vuoto.
Il vuoto del mio sguardo, dove tutto risiede,
e vive, morendo.
Vuoi guardare con i miei occhi?
domenica, 09 aprile 2006
Funny Little Frog, Belle and Sebastien on air.
Le mie calze a rete chiare, il teatro, una birra.
Trash metal, il pogo, un fiore bianco tra i capelli.
Ritrovarsi un tizio in macchina pur non conoscendolo,
cercare Ornella, non trovarla.
Sorridere per la faccia annoiata di Titti, e passare
così un' altra serata con i miei amici.
Tornare a casa, chiamarti, e scoprire che hai il cel staccato.
Dormire, sognare, svegliarsi con quel sorriso idiota
perchè fuori è primavera. C'è il sole.
Osservare la gente vestirsi di colori, di risa.
"E i tuoi ragazzi?"
"Io non ho alcun ragazzo."
"I tuoi innumerevoli fidanzati e spasimanti."
"Fanculo Peppe."
venerdì, 07 aprile 2006
Scivolo in strada. Un ragazzo mi chiede una sigaretta,
dove sto andando. Mi dice che anche lui vorrebbe avere
qualcuno con il quale uscire. Sorrido, vorrei portarlo
con me.
La città è quasi deserta, il punkabestia, il solito,
mi saluta. "Ciao fanciulla."
Sono in ritardo, dannatamente in ritardo.
Prosecco, parole, una persona altezzosa, per i fatti suoi,
che mi dice che non abbiamo argomenti.
Che so perfettamente che sta ingannando il tempo.
Avrei preferito parole crude e sincere,
e sicuramente sarei andata via a fare altro.
Ed è in questi momenti che penso a persone come
Germano. Lui è così, non fa altro per rendersi migliore,
perchè è vero. Non è una persona costruita, non ha
maschere.
E penso al sorriso di Sonia, allo sguardo di Ornella,
alle facce buffe di Titti.
Al mio Peppe quando non riesce a dire una parola.
Voglio solo persone vere accanto, che riescano a sfiorarmi il cuore.
"Cri, ti ho chiamato sulla wind, ma è sempre spento."
"Sto usando la tre per adesso."
"Ma dove diamine sei che sento silenzio?"
"Sto tornando a casa."
"A piedi? Ma sei sola? Cazzo Cri sono le due e mezza!
Non ti potevano accompagnare?"
"Non ti preoccupare, sono quasi arrivata. Ma dovevi dirmi qualcosa?"
"Volevo sapere se salivi a Roma.."
"E mi chiami a quest'ora per chiedermelo? Comunque non lo so, ti chiamo domani."
"Notte.. ma sei a casa?"
"Davanti il portone. Notte."
E se n'è andata così
camminando di sghembo alle tre
ascoltando e volendo tornare
sui balconi a danzare
a danzare
se n'è andata senza fretta ma invece
s'è mangiata veloce la mia strada
e la mia età
ma in fondo vivere
non è difficile
non è che un fuoco azzurro e noi
rimaniamo così
a rivedere scintille d'agosto
che il mare gonfia in vapori di nuvole
solo per me
solo per me
ho visto strade e ho visto guai
solo per me
solo per me
ho amato male e forse mai
ma l'amore è
una chimera che
che se n'è andata così...
si se n'è andato così
nelle frasi che ricorrono usuali
negli errori che ritornano uguali
a imbrogliarci e a parlare per noi
sì la quiete m' ha fatto paura
di tornare a casa presto la sera
e dire amore
come stai
non sono stato qui ma oramai
me ne vado così
in questa spiaggia pulita di vento
e l'alba ormai mi cancella dal tempo amato
solo per me
solo per me
nel mio sassofono ho soffiato sempre
solo per me
solo per me
in fondo il mondo l'ho girato
ma la musica è
un'avventura che
che se n'è andata così...
Vinicio Capossela, Solo per me.
Sarà a Catania il 19 Aprile. Chi viene?
lunedì, 03 aprile 2006
Appunti.
Oggi ho steso i calzini sul cielo di Belgrado.
Ho visto una donna ad occhi nudi,
vestita di coriandoli e fiori.
Giocava con dei coltelli
facendoli volteggiare in aria,
prendendoli con il manico,
attenta a non tagliarsi.
Ho visto un ragazzo dai capelli ricci,
castani, violentare un piano bianco,
con le proprie mani.
Con violenza e romanticismo,
battere su quei tasti di panna.
Ho visto quel bagno troppo verde.
Tutta quella staticità in una stanza;
ed io e Sirio, due macchie scure.
Estranee a tanto chiaro.
E' come se vedessi dall'interno,
è come se io non ci fossi,
è come se io vivessi in un altro mondo.
Sono sempre stata una persona alienata.
"Sono sempre io, più sciocco che sbronzo,
volevo dirti che sono io.
Ho fatto l'alba, niente di strano..
Lo spazio fra di noi..
Tu sei così brava a farti baciare,
e farmi credere migliore.
Più spesso mi arrendo al gioco di mani
che insieme frugano.
Volevo dirtelo."
M e g l i o d i m e c h i t r o v e r a i d a p e r d e r e ?